Rei-gi

 

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(I 7 principi del Bushido : Giustizia – Cortesia – Coraggio – Onore – Compassione – Sincerità – Lealtà)

 
A seguito del seminario federale del 3-4 dicembre condotto da Mizuta sensei durante il quale il maestro ha insistito molto sulla centralità di questo concetto, l’allenamento di questo lunedì è stato l’occasione di ricordarne l’importanza. Riportiamo qui di seguito alcuni estratti del Manuale per sostenere gli esami, documento federale di libera consultazione nella sezione Cultura del sito internet della CIK http://www.kendo-cik.it/Italiano/cultura/cultura_pdf/MANUALE%20PER%20GLI%20ESAMI.pdf).

REI-GI (ETICHETTA)

Si afferma che il Kendo inizia e finisce con rei-gi, quindi è naturale iniziare l’argomento di questo manuale proprio con rei-gi. L’aspetto fisico di rei-gi è rappresentato dal rei quando si entra nel dojo o nello shiai-jo, è quindi importante iniziare ogni attività mostrando rispetto per il luogo di pratica ed i suoi componenti. Alla fine questo processo si ripete quando si esce dal dojo ringraziando tutti per la pratica. La naturale conseguenza di questo è che le stesse maniere sono riportate in tutti gli aspetti della vita dei Kenshi.
Il rei-gi del Kendo è il corretto comportamento in tutti i rapporti con le altre persone, quando lavorate e nelle vostre attività quotidiane. Nel Kendo, la mancanza di questo comportamento rappresenta un fallimento morale della personalità e dell’educazione del Kenshi. A livello pratico, il Kendo è un’arte con lo scopo di sconfiggere un avversario in un combattimento di mente contro mente ed energia contro energia. Senza queste regole d’etichetta che vanno rispettate dall’inizio alla fine, il Kendo può degenerare nel colpire violentemente il proprio avversario con l’unico obiettivo di vincerlo con ogni mezzo disponibile. Kendo con rei-gi rimane un’arte nella quale l’avversario rispecchia voi stessi da superare. Con quest’attitudine si è riconoscenti al vostro compagno per avervi colpito, perché mostra i vostri punti deboli e vi consente di progredire. Così questa pratica è uno scambio di tecniche ed il Kenshi deve essere sempre educato con la persona che gli offre questo tipo di regalo.

ASPETTO

Ancora prima dell’hajime dell’esame, gli esaminatori hanno già iniziato a valutare il candidato. Ad ogni livello progressivo, il Kenshi deve avere una dignità e presenza che esprima il rango per il quale stanno affrontando l’esame. Ai livelli più bassi questo vuole dire vestirsi ed indossare l’equipaggiamento in maniera appropriata. Tutti noi qualche volta abbiamo visto Kenshi che non si vestivano o indossavano l’armatura in maniera consona. Di seguito ci sono alcune raccomandazioni:
Il keiko-gi non dovrebbe essere indossato nello stile di una geisha con la nuca ed il collo esposto o sporgente sulla schiena.
Inoltre gli obi dell’hakama sono allacciati in modo che la persona possa raggiungere internamente i bordi finali del keiko-gi per tirarli frontalmente, in modo da eliminare tutte le protuberanze e pieghe dalla schiena. L’hakama dovrebbe essere della lunghezza giusta, con l’orlo più basso davanti e leggermente più alto dietro ed incrociati all’altezza del malleolo. Il koshi-ita non dovrebbe pendere mollemente, ma aderire strettamente ed in maniera piatta alla regione lombare del dorso. Gli obi dovrebbero essere allacciati con un nodo quadrato e gli estremi infilati all’interno degli obi lungo la vita e le anche. Le pieghe dell’hakama dovrebbero essere diritte poiché rappresentano il codice etico dei samurai. Jin (benevolenza), Gi (giustizia), Rei (cortesia), Chi (conoscenza) e Shin (fede).
Il tenugui dovrebbe essere annodato sulla testa in modo che non ci siano parti sventolanti dal dorso del men, come la coda di una gallina. Inoltre il tenugui non dovrebbe essere basso sulla fronte in modo che non sia visibile attraverso il men-gane.
Il men dovrebbe avere gli himo allacciati con un nodo a farfalla appropriato (cho-musubi) ed essere in linea retta ben tesi come funi, piuttosto che, a primo colpo d’occhio, si abbia l’impressione che una rete da pesca sia stata gettata sulla testa di una persona. La lunghezza degli estremi e dei cappi dal nodo dovrebbe essere tutta uguale e non eccedere i 40 centimetri.
I doh himo superiori dovrebbero essere allacciati con gli estremi infilati all’interno e non pendenti davanti al mune. I doh himo inferiori dovrebbero essere orizzontali ed allacciati con un nodo a farfalla (cho-musubi).
I tare obi dovrebbero essere piatti, passare sopra il koshi-ita sul dorso e non sporgere fuori dell’odare frontale.
I kote non dovrebbero avere himo sfilacciati.
Infine il Kenshi deve stare in piedi alto, diritto e camminare con dignità.

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